lunedì 31 maggio 2010

Assignement 8 le Open Educational Resources che non ho trovato!!!

Anche oggi continuo a prlare dell OER!!!Questa volta però sono rimasta un po' delusa!!!!
Volevo infatti cercare qualche lezione di svedese perchè uno delle mie ambizioni durante la carriera universitaria sarebbe quella di andare in Erasmus al Karolinska Institutet di Stoccolma, ma devo proprio dire che sarebbe un garn problema arrivare là senza sapere una parola di svedese!!!
Alcuni corsi sono infatti tenuti in inglese ma in altri ciò non è possibile e quindi le gentili signore dell'ufficio Erasmus mi hanno vivamente consigliato di apprendere almeno le minime basi della lingua locale!!
Come ho già fatto per la lingua spagnola, avevo deciso di sfruttare lo stesso sistema per imparare lo svedese ma sfortunatamente non ho trovato niente, o meglio, ho trovato soltanto siti in cui per seguire le lezioni c'è bisogno di un account.
Nonostante l'account sia gratutito, sono rimasta un po' perplessa perchè l'aver bisogno di un account limità la libertà di consultazione di queste risorse.
Quindi se mi potete aiutare a trovare di più "liberalizzato" sarei molto contenta
GRazie della collaborazione!!!

PS: sapete com'è....io ho qualche problema con la memorizzazione delle passwords dei numoerosissimi account di cui ho bisogno per accedere in molti siti nella rete!!!

martedì 25 maggio 2010

American Idiot

Buongiorno!!!!ù
Una volta tanto riesco ad essere a casa di mattina!!!
Oggi vi voglio porporre un musical che mi ha colpito molto!!!
Mentre ero in macchina ascoltavo la radio(Virgin) e ho sentito hanno appena messo in scena un musical basato su American Idiot dei Green Day!!Premetto che a me piacciono i Green Day e che conosco quasi tutte le canzoni di questo album in particolare!!!
Questo progetto mi sembra infatti un buon connubio tra i musical, a volte troppo melensi, e il rock, che tra l'altro è il mio genere di musica preferito!

Comunque, per quanto riguarda il musical, come ho già detto è tratto dall'album
"American Idiot" , il più famoso della band americana, è stato pubblicato nel 2004anche se la band esiste e scrive canzoni dagli anni 90. A distanza di 5 anni dal suo lancio viene trasformato in un musical che approderà nei teatri statunitensi.
Lo show, realizzato sotto la supervisione di Michael Mayer, ha debuttato questo mese presso il prestigioso Berkley Repertory Theatre (California) riscuotendo un grande successo, e approderà in molti altri teatri statunitensi a novembre.
Ancora non sappiamo se verrà portato in Italia e non è stato ancora sviluppato neanche il progetto di farne un DVD!!!Vabbè, almeno diamogli tempo di debuttare!!! :D
Ecco il trailer del musical:
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lunedì 24 maggio 2010

Assignement 7: un tuffo nei miei vecchi interessi!

Salve a tutti!!!
Il professore nell'assignement n 7 ci ha inviato a utilizzare le Open Educational Resources per portare avanti il nostro progetto di apprendimento virtuale che è il vero e proprio scopo del corso di informatica!
Ho colto l'occasione per cercare facili corsi online di spagnolo, una lingua che ho studiato al liceo e che mi è semrpe piaciuta molto!!!
L'aver scelto la facoltà di medicina infatti mi ha costretto ad abbandonare le lingue sia per mancanza di tempo che, si lo ammetto, di voglia: dopo giornate passate sui libri non riesco proprio a mettermi a rileggere lo spagnolo!!!
Come non pensare allora di sfruttare queste utilissime risorse virtuali per portare avanti un progetto ormai abbandonato?
Sono infatti spesso al pc e guardare semplici video che mi aiutano un poo' a ripassare la lingua non mi pesa affatto! Anzi direi che non c'è proprio paragone rispetto al tuffarsi in noiosi libri grigiastri di grammatica spagnola!!(e poi intanto posso sempre rimanere connessa su Fb e fare due chiacchiere con gli amici :) )
Ecco l'indirizzo web della lezione che ho seguito :
http://www.palabea.net/lectures/3527
Ho scelto il verbo Estar perchè è il verbo basilare di tutte le lingue!!!
Ciao Ciao!!!

martedì 11 maggio 2010

Scusate se sono mancata così tanto tempo!!!
Ma l'università non mi lascia molto tempo libero!!!!(uff :( )
Comunque oggi ho deciso che parelerò di Grease!!!(probebilmente il musical più celebre della storia!!!)
Chi non ha visto Grease???
Probabilmente veramente pochissime persone al mondo!!!
Dite la verità il bel tenebroso Danny Zucco(John Travolta nella versione cinematografica) non vi è sembrato l'uomo perfetto(e qui mi rivolgo alle ragazze ;) )???
Proprio per questo enorme fama di cui giò gode il cinemusical oggi voglio rendere spazio alla nuova versione portata in scena fino a poco tempo fa dalla Compagnia della Rancia in giro per l'Italia.
Riporto infatti due recensioni( la prima, positiva, di Fabienne Agliardi, la seconda, più negativa, di Maria Giulia Grondona ) che non mi permetto di modificare perchè credo che Grease sia uno spettacolo che si commenta già da sè (ed è quindi, secondo me, anche molto difficile anche riproporlo in una chiave rivisitata!!!)

Un Grease rinverdito


Una grande scommessa quella di riallestire ancora una volta “Grease”. Pericolo inflazione in agguato come un avvoltoio misto al grande coraggio da parte di Federico Bellone, il regista appena venticinquenne da anni delfino di Saverio Marconi. Inevitabili i paragoni con il Grease del ’97 (Cuccarini docet) e, più ancora, del film. Scommessa vinta, anche con i coscritti di cui Bellone si è circondato, piluccando nella primavera delle migliori scuole italiane (e non) di musical. Cast inverdito ma buona qualità; Danny Zuko è interpretato da Filippo Strocchi, 24 anni, alto, moro e molto travoltiano nello stile. Sulle prime, Strocchi sembra discostarsi un po’ dal modello del Danny cattivone del film, dando al personaggio un piglio più giocherellone e meno bastardello; grande recupero di personalità però nel secondo tempo, dove Strocchi riprende in mano il ruolo, prendendo Danny e rigirandolo come un guanto. Sara Maya, graziosa Sandy, gran bella voce e gambette spettacolari; Luciano Guerra (Kenickie) è adorabile, così come Marco Stabile (Doody). Senza dilungarsi in melensi incensamenti, un cast valido e di grande sostegno reciproco. Costumi-bomboniera, a opera di Zaira de Vincentiis: gonne a ruota che fanno venir voglia di rifarsi il guardaroba, giacche di pelle da ganzo, il tutto condito da parrucche e nostalgiche cotonature. Plauso alle scenografie; Gabriele Moreschi ha fatto di necessità virtù, confezionando un lavoro eccezionale pur con un budget ridotto: un riuscito collage con le immagini cult di quegli anni, miste a dei colori sgargianti e accecanti giochi di luce. Certo, quelle della versione della Cuccarini erano più impattanti, ma chi se ne importa? L’imprinting di Marconi si vede, è ovvio. E chissà nel futuro. Per ora, laude a te, giovane Bellone: sei riuscito a rendere un evergreen ancora più green, a farci divertire invece che sbadigliare, a convincerci invece di farti criticare.

Una rivisitazione fresca che non convince appieno

Non si rivela così semplice recensire uno spettacolo come “Grease”, nel suo tredicesimo anno di messa in scena da parte della Compagnia della Rancia, per la regia di Federico Bellone. Per chi poté assistervi, inevitabile l’istinto di cercare paragoni con l’edizione del 1997, la prima dello spettacolo, che la Compagnia della Rancia portò in scena prima al Teatro Nuovo di Milano e poi al Sistina di Roma. La regia era allora affidata a Saverio Marconi con protagonisti Giampiero Ingrassia e Lorella Cuccarini. Ma giudicare l’attuale edizione di “Grease” pensando ad allora non sarebbe giusto, né rispettoso nei confronti dei giovanissimi interpreti Mirko Ranù (Danny) e Serena Carradori (Sandy). Sono passati, in fondo, molti anni. L’attuale versione di “Grease” appare fresca, rivisitata con alcuni spunti innovativi, adatta ad un pubblico giovane, il pubblico prettamente adolescenziale. Alcune novità dell’adattamento si rivelano molto piacevoli, come l’esibizione di Teen Angel in “Torna alla scuola” davvero ricca di ironia. Altre volte, alcuni tagli, pur necessari, deludono, come il sacrificio dell’assolo “Piango di Notte” di Vince Fontaine, interamente cancellato dalla colonna sonora del musical. Nell’insieme qualcosa non va. Lo spettacolo non riesce a convincere appieno. La scenografia, ad esempio. Il “musical dei record”, giunto ben oltre la millesima replica (Teatro Olimpico di Roma 23 gennaio 2008) meriterebbe ben altre possibilità per i cambi di scena. D’altronde, però, portarlo in giro per l’Italia significa inevitabilmente dover ricorrere alla “ridotta”. E’ un peccato, ma non una colpa. I lati deboli sono altri. A cominciare dalla scelta degli interpreti. Se infatti Valentina Spalletta (Rizzo) rivela ottime doti di canto, recitazione e presenza scenica, tanto da meritarsi una menzione speciale, questo non può dirsi altrettanto per gli altri protagonisti principali, Danny, Sandy e Kenickie (Renato Tognocchi). Partiamo da quest’ultimo. Il personaggio, leader dei T-birds insieme a Danny, dovrebbe rivelare una certa prestanza fisica, ed invece, sorprende il suo fisico esile a confronto degli altri ragazzi. A penalizzarlo, inoltre, l’acconciatura e l'espressione del volto che nell’insieme appaiono eccessivamente finti, quasi a ricordare Zed, il robot di “Pronto Raffaella?”, più che un bullo tutto muscoli e carisma. Migliore il personaggio di Danny, ma anche in questo caso, Mirko Ranù ha un fisico troppo "normale", uguale a quello di tanti altri T-birds, occorrerebbe, se non altro, una maggiore statura, per sovrastare al meglio i compagni. In ultimo, Sandy. Grande voce, come per Ranù, Tognocchi e la Spalletta, ma anche qui non convincono appieno i lineamenti. Sandy dovrebbe spiccare per la sua bellezza, rivelare un qualcosa di più delle compagne, proprio perché protagonista. Con Serena Carradori questo non sembra accadere. Nell’insieme, forse, Federico Bellone si rivela regista troppo giovane per portare sulle spalle il “mito” di “Grease” (come “film cult” e come “musical dei record”). La recitazione appare troppo piatta, incapace di regalare vere emozioni, così come i momenti musicali che, seppure, ripeto, gli attori rivelino tutti di avere buone doti canore, avrebbero bisogno di una maggiore enfasi interpretativa. Ultima nota stonata, l’eccesso di volgarità. Movimenti, battute e coreografie, scadono spesso in momenti di volgarità gratuita, assolutamente non necessari. Basti pensare agli ammiccamenti di Rizzo in “Guarda qui c’è Sandra Dee”. Ci sono orecchi più sensibili e altri meno. Ma la volgarità stona sempre, quando si rivela gratuita, non giustificata dal contesto. E intristisce. Si ha infatti l’impressione che la nuova edizione di “Grease” ecceda in una volgarità ben lontana da quella del film, innocente al suo confronto, utilizzata in fondo come stratagemma per tenere il pubblico sulla corda. In un'epoca come quella attuale, in cui i giovanissimi si avvicinano allo spettacolo solo grazie ai reality e ai talent show televisivi, con tutte le loro falsità e invenzioni necessarie alla causa dell’auditel, perché non cogliere la meravigliosa occasione di uno spettacolo corale come "Grease" per dimostrare loro, al contrario, che ingredienti fondamentali del teatro sono il talento, lo studio, la professionalità che non conoscono scorciatoie?

lunedì 19 aprile 2010

Assignement 6

Buonasera a tutti!!!
Giorno per giorno grazie agli indirizzamenti del professore non soltanto sono riuscita a imparare come sfruttare al meglio la rete e capire quali sono gli indirizzi più giusti ma oggi ho anche placato una mia curiosità.
Fin dal mio primo contatto con la cosiddetta materia "scienze", che studiavamo alla scuola elementare e che poi altro non era che una leggera infarinatura di tutte le materie del campo scientifico e biomedico che avremmo poi approfondito proseguendo negli studi, sono rimasta affascinata dal funzionamento dell'apparato digerente e oggi ho deciso di sfruttare , che ci è stato suggerito dal prof, pe informarmi di più su questo argomento.
Alla ricerca ho inoltre abbinato un'altra mia passione, la cioccolata , che probabilmente è il mio cibo preferito.

Come speravo, ho trovato un interessante articolo che parla dell'effetto del cibo sulla situazione emotiva di un individuo.
E' infatti risaputo che molto spesso la consumazione di un aimento che ci piace ci rende felici ma io non avevo fatto caso invece che è possibile anche il processo inverso: la prensenza o la mancanza di appetito in risposta alla nostra condizione psicologica.
Da uno studio su 48 soggetti tenuti metà a digiuno per due ore e metà per 8 ore e sottoposti alla visione di film che inducevano rabbia, paura, tristezza e gioia, si è rivelato che l'appetito era maggiore nei soggetti che avevano guardato il film "felice" piuttosto che quello triste.
Dopo la visione infatti, fu offerta cioccolata ai soggetti che si erano sottoposti all'esperimento e coloro che eranno di animo allegri provocato dal film non solo avevano mangiato più cioccolata ma l'avevano trovata anche più gustosa.
Perciò questo risultato, in contrasto con altri esperimenti che avevano invece associato un maggior appetito nelle persone tristi rispetto a quelle felici, ha portato gli scienziati a pensare che le emozioni possano modulare l'appetito in vari modi mentre il cibo può essere utilizzato per regolare le emozioni puù precisamente. Il link dell'aritcolo è questo
E questi sono i riferimenti bibliografici:
2002 Oct
Chocolate eating in healthy men during experimentally induced sadness and joy.
Macht M, Roth S, Ellgring H.
Institute for Psychology (I), University of Würzburg, Germany
Elsevier Science Ltd

domenica 4 aprile 2010

Everything's alright

Innanzitutto Auguroni di Buona Pasqua a tutti!!!!!!!!!!

Oggi per riprendervi dal pranzo luculliano (e soporifero) che abbiamo fatto insieme ai triscugini venuti dall'Argentina(perchè anche da voi è così vero???A casa mia per le feste spuntano parenti ovunque :) ), vi propongo un musical spumeggiante che parla proprio della settimana santa : JESUS CHRIST SUPERSTAR!

Il musical, opera di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice da cui è stata tratto anche un celeberrimo film del 1973, è l'opera rock più famosa mai realizzata e racconta gli ultimi sette giorni della vita di Cristo messi in atto da un gruppo di hippie.

Debuttò nel 1971 al Mark Hellinger Theatre di Broadway, dopo essere già stato pubblicato in versione album, in cui la voce di Gesù era quella di Ian Gillan dei leggendari Deep Purple.

I tre personaggi più importanti sono: Gesù, una personaggio molto umano e poco trascendente, con i dubbi e la paura di morire tipica di tutti gli uomini; Giuda Iscariota, il coprotagonista , il più razionale , sempre coerente ma vittima suo malgrado così come il suo maestro; Maria Maddalena rappresenta la femminilità , travolta dall'amore mistico che lei stessa non sa capire.

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E voi come avete passato la Pasqua???

giovedì 25 marzo 2010

Assignement 4: la conoscenza grazie alle connessioni.

Per scrivere questo posto ho voluto cambiare il titolo dell'assignement che ci aveva "suggerito" il professore per sottolineare la possibilità di apprendimento libero che ci offre questo corso. E' infatti proprio questo il tema di cui voglio parlare in questo post: la possibilità di poter imparare ciò che si vuole nei modi che riteniamo migliori. Internet per primo ci offre questa grande possibilità perchè nella rete ormai possiamo trovare tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno se ci poniamo davanti al computer con l'animo giusto per poter apprendere.
Grazie all'evoluzione, che continua ogni giorno sempre più velocemente, possiamo infatti svilluppare la nostra stessa mente in modo creativo e positivo in modo tale da approfondire non solo gli argomenti che ci stanno più a cuore e di cui abbiamo già una conoscenza di base ma poter scoprire anche nozioni nuove alla cui trattazione non eravamo mai stati abituati. La comunicazione, sia virtuale(in questo caso) che reale, con gli altri ci offre proprio questo, cercando di coinciliare tradizione con evoluzione, per costruire ,sopra semplici conoscenze , un proprio bagaglio culturale da poter tramandare.
Stare al passo con i tempi infatti non significa tralasciare il passato per dedicarsi soltanto al presente ma indica il saper integrare le nuove conoscenze con le nozioni che già si possedevano. Sono d'accordo con l'idea che la scuola non ci insegna questo perchè tende a trattare la mente dello studente come un magazzino in cui infilare il maggior numero possibile di "parole" senza veramente verificare se l'apprendimento è avvenuto in maniera esatta. Il confronto invece non solo individua le lacune ma permette di colmarle in maniera semplice ma nello stesso tempo costruttiva. Se fino a pochi anni fa il confronto poteva avvenire solo con poche persone oggi la rete ci permette di comunicare con il mondo intero, aumentando molto le nostre possibilità di apprendimento.
Infine non si può negare la possibilità di incontrare anche insegnamenti sbagliati ed esempi negativi, ma l'assimilazione di concetti errati può essere corretta, a mio parere, non con un atteggiamento di chiusura verso la rete globale e la pericolosità di quest'ultima, ma cercando di correggere sia il modo con cui ci si pone davanti a Internet sia cercando di eliminare le informazione sbagliate o ragguagliando la comunità delll'erroneità di quella nozione.
Tutto ciò ci permette più semplicemente di poter formare il nostro bagaglio culturale più velocemente e di averlo sempre disponibile.